Evo Pop
Questo progetto nasce da una domanda essenziale: cosa accade quando l’arte non viene applicata a un prodotto, ma ne diventa l’origine concettuale?
In EVO POP, l’opera non è un elemento decorativo, ma un gesto creativo che dialoga con il linguaggio del packaging e della comunicazione contemporanea. L’immagine non riveste il prodotto: lo interpreta, introducendo uno scarto ironico che ne rinnova il significato.
L’idea prende forma da un gioco linguistico immediato, che apre una riflessione sul concetto di purezza come origine, autenticità e integrità. Valori centrali nella tradizione dell’olio extravergine di oliva, riletti con uno sguardo attuale e consapevole.
Da questo corto circuito nasce un’immagine iconica, capace di evocare cura, ritualità e rispetto per la materia prima, mantenendo una doppia lettura: immediata e simbolica. La qualità non viene dichiarata, ma suggerita, attraverso un linguaggio visivo che unisce serietà e leggerezza.
Il progetto è frutto di una collaborazione tra artista e azienda, in cui l’opera mantiene la propria autonomia e il prodotto diventa il contesto della sua espressione. Le stampe fine art in tiratura limitata rappresentano la naturale estensione di questo percorso, riportando l’immagine nel suo spazio originario: quello dell’opera da collezione.

La figura centrale mantiene una dimensione sacra e statica, mentre gli elementi botanici diventano una corona iperrealista e vibrante, creando un cortocircuito visivo tra devozione, consumo e immaginario contemporaneo.
Quest’opera fa parte di un progetto di applied art, in cui l’arte non viene applicata al prodotto come decorazione, ma diventa il motore concettuale dell’intera operazione.

Questa variazione nasce durante il processo di sviluppo dell’opera principale ed è stata utilizzata parallelamente all’interno del progetto.
Non si tratta di una semplice declinazione grafica, ma di una seconda versione autonoma, che esplora con maggiore intensità il rapporto tra colore, contrasto e saturazione.
Se la prima versione mantiene un equilibrio più classico tra sacro e pop, questa variazione spinge maggiormente sull’impatto visivo, avvicinandosi a un’estetica più esplicitamente pop e contemporanea.
Le due opere dialogano tra loro come due capitoli dello stesso racconto: una più meditativa, l’altra più diretta e viscerale.

